Vanvere
Autore: Monica Longobardi
Editore: Carocci
Prezzo: 19 euro
Pagine: 256
Anno: 2011
Traduzioni a orecchio di lingue inventate e poesie balbuzienti; fanfaluche antidotate rabelaisiane e l’incantevole vaniloquio di Burchiello; pseudoetimologie e poesie del senso perso; Manzoni farcito e l’Inferno par ridar.
Lo sbrigliato scilinguagnolo del BlaBlaBla. E che dire di tutta quella scienza inutile e grottesca, tutti quei lunatici, quegli ig-Nobeli scienziati? Che ci fa la progenie di Eta Beta, di Archimede pitagorico con le «laboriose inezie» dei bricolagisti (l’incudine pieghevole da viaggio, l’ombrello concavo per paesi aridi)?
E quella centuria di ricette spiccate dall’Artusi, manomesse sino al rivoltante gelato di lumache; irrise da un esperto Esperto livornese («lo soffrigga con sdegno»); anagrammate da enigmisti in gastronomici simposi («A chi servire la Cicala ascetica, il Gallo distinto, l’anitra valdese e la Piccola sottilissima trota ignara? È un menù per vergini?»).
E le ricette pensate per gli animali del Physiologus (la Chimera, ipocalorica, per diete severe)? La promessa è ridere, sorridere e divertirsi.